venerdì 26 agosto 2011

AcquaMat nelle scuole e nelle università


AcquaMat nelle Scuole e nelle Università

Che cos'è un bene comune?

Può essere definito bene comune quel bene o servizio gestito in ottica di efficienza equità ed economicità, magari da un ente di diritto pubblico condito da una buona dose di partecipazione democratica delle comunità?
Senza dubbio tutti questi fattori sono fondamentali per la nostra azione politica vertenziale, senza questi obiettivi non vi sarebbe sviluppo della personalità collettiva di un gruppo, che giustamente vede in queste istanze una forte attrattiva di mobilitazione e un'espressione della volontà popolare, che su questi temi si è espresso positivamente in maggioranza assoluta.

giovedì 16 giugno 2011

Abbiamo vinto, e non provate a fregarci


Quella di oggi è stata una grandissima vittoria popolare. La vittoria di milioni di italiani e di italiane che hanno avuto la possibilità – per una volta – di decidere nel merito, senza essere intrappolati nelle gabbie dei partiti delle coalizioni e del voto utile. La maggioranza assoluta degli italiani, residenti all’estero compresi, ha scelto l’acqua pubblica, le energie rinnovabili, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

venerdì 10 giugno 2011

Buone pratiche per la sostenibilità ambientale



Buone pratiche per la sostenibilità ambientale


Diffondere la cultura ambientale significa promuovere azioni per sviluppare la conoscenza dell’ambiente basata su dati tecnico-scientifici e la consapevolezza delle risorse naturali e della conseguente necessità di tutelarle, stimolando un processo di crescita collettiva al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile, capace di “rispondere alle necessità del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie”
(“Rapporto Brundtland” della Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo – 1987).

A 20 anni da questa considerazione sul concetto di Sviluppo Sostenibile, si sono evolute e concretizzate differenti pratiche, azioni e pianificazioni volte alla diffusione della consapevolezza di agire pensando a cosa e a chi ci sta intorno e seguirà i nostri passi. Sono azioni che coinvolgono differenti componenti della società che devono confrontarsi tra loro secondo un principio d'integrazione e mutualismo. Il passaggio di saperi e il processo di responsabilizzazione delle nuove generazioni all'uso sostenibile delle risorse e del pianeta in genere, prevede una fase fondamentale basata sull'educazione alla sostenibilità.

martedì 10 maggio 2011

Un appello per cambiare verso il Referendum

Quaranta esponenti di associazioni, sindacati, media e movimenti, lanciano oggi l’appello “Per cambiare”. Gli obiettivi: fermare le manovre del governo che vuole cancellare i referendum; cancellare il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”; mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata; raggiungere il quorum e la vittoria dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno 2011.

domenica 1 maggio 2011

12 e 13 Giugno Referendum su Acqua e Nucleare

Il 12 e 13 Giugno si gioca una partita fondamentale per l’Italia. Ripubblicizzare l’acqua pubblica e rifiutare il modello del nucleare che questo Governo ci vuole imporre.

Il ruolo che le studentesse e gli studenti giocano nelle scuole è altrettanto fondamentale per sensibilizzare le proprie famiglie a votare quel giorno e soprattutto creare una cultura che come suo principio primo abbia la difesa dei beni comuni. L’acqua è un bene necessario per gli uomini  e deve essere accessibile a tutti, deve essere di tutti.

lunedì 18 aprile 2011

Acqua Bene Comune - verso il Refendum




L’acqua è un bene sempre più scarso sulla superficie terrestre, ma fondamentale per la vita dell’umanità e di tutto l’ecosistema: per questo l’accesso all’acqua è un diritto garantito dai servizi idrici municipali.Come ogni servizio, anche la gestione dell’acqua è un piatto ghiotto per i privati che vogliono espandere le loro sfere di guadagno.Con i General Agreement on Trade in Services a livello globale e la Direttiva Bolkestein a livello europeo è stato dato l’imput per la mercificazione dei servizi trasformando i diritti in attività economiche e il cittadino in utente e consumatore.





Dal 2006 agisce il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua per fermare i vari tentativi di privatizzare i servizi idrici, fino ad elaborare una Legge di Iniziativa Popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua.
Nonostante queste battaglia, il governo Berlusconi sta proseguendo nella volontà di mercificazione dei diritti: accesso all’acqua, ai saperi, alla salute sono tutte vittime di uno stesso progetto, della medesima tendenza a rendere questi beni scarsi e mercificabili. Con il Decreto Ronchi è arrivato l’ultimo tassello di questo progetto, con l’obbligo per le istituzioni di vendere ai privati entro il 2011 le parti di pacchetti azionari delle aziende municipali per l’acqua in loro possesso.
Per la ripubblicizzazione completa del’acqua, senza lasciar spazio ai privati, sono stati depositati tre quesiti referendari sul tema.


Come si legge dal sito per l’acqua pubblica: “Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei tre quesiti sopra descritti, comporterebbe, per l’affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali”


L’acqua è un diritto, non è in vendita!


www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/

lunedì 28 febbraio 2011

Nucleare in Italia. Che significa?


È recentemente tornato agli onori della cronaca il caso del nucleare in Italia. Innanzitutto è bene informare i lettori riguardo il modo di ottenere l’energia elettrica dalle centrali nucleari, per evitare incomprensioni. L’energia nucleare si ricava bombardando delle barre di uranio con un fascio di protoni, gli atomi di uranio colpiti dai protoni si rompono, e liberano energia sotto forma di calore. Questa quantità di calore viene ceduta ad una massa d’acqua che riscaldata, evapora e mette in rotazione delle turbine che producono energia elettrica con il loro movimento. Questo tipo di energia è vantaggiosa, perché non emette gas tossici nell’atmosfera, ma purtroppo quando l’uranio non può più essere bombardato dai protoni, si dice che è esausto e deve essere
smaltito in appositi siti di stoccaggio perché radioattivo, cioè emette particelle pericolosissime per l’organismo. 


In Italia un referendum ha bloccato la produzione di energia nucleare nel 1987, dopo il tristemente famoso incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, nel frattempo la tecnologia si è sviluppata, quindi le nuove centrali che si vogliono costruire dovranno essere ricostruite completamente, ma non è questo il principale problema.